Virna Pieralisi, donna:  una vita riservata e intensa

Virna Pieralisi, così all’anagrafe, nasce l’8 novembre 1936 ad Ancona.

Il nome di Virna, avrebbe dovuto essere Siria, tuttavia l’ufficiale dello stato civile lo rifiutò, poiché la Siria non era una nazione alleata dell’Italia. Il padre credette allora d’inventare il nome Virna su due piedi, scoprendo solo dopo che era un nome realmente esistente, di origine russa, che significa “fedeltà”. Nomen omen: per tutta la vita Virna è rimasta fedele a sé stessa, ai suoi ideali e alle persone amate, senza mai scendere a compromessi. Bambina energica e vivace, leader dei due fratelli più piccoli, che proteggeva e amava da buona sorella maggiore, ha vissuto la sua infanzia a Jesi, spesso in situazioni di povertà estrema, abitando addirittura fra gli sfollati. Al suo rientro dalla guerra, il padre Dario, commerciante di piastrelle di marmo e rappresentante di vendita di camomilla Shultz ( un prodotto per schiarire i capelli), si trasferì a Roma con tutta la famiglia. Qui Virna inizia gli studi commerciali, anche non sentendosi particolarmente portata per questa carriera. Siamo ancora nel difficile periodo del dopoguerra: i viveri scarseggiano. Virna collabora molto in casa, si adatta con coraggio alle ristrettezze economiche occupandosi dei fratellini. Spesso andava anche nei campi a raccogliere la cicoria per farli mangiare. 

Adorava le scarpe; ne aveva un solo paio di buona fattura, che manteneva come un gioiello. Questo vissuto di precarietà le permise di dare valore e importanza al lavoro: una fonte di crescita personale, utile per guadagnare la propria autonomia. La sua grande maturità e forza caratteriale, derivano anche dalla sofferenza di questi anni, come la sua travolgente generosità. Da grande, infatti, farà moltissima beneficenza, adottando diversi bambini e supportando la famiglia e gli amici, anche economicamente. Una volta guadagnata la sua fortuna, Virna non dimenticherà le sue origini, cercando di dare una possibilità al prossimo più svantaggiato. La sua filosofia era quella della condivisione e la sua ricchezza d’animo si rifletteva anche nelle sue passioni. Adorava fare giardinaggio per rilassarsi. Nonostante la carriera scolastica interrotta era una donna di profonda cultura e una grande lettrice di libri, che divorava. Cultrice di teatro e musica, partecipava anche da spettatrice a rappresentazioni e concerti. Viaggiava per soddisfare la sua curiosità. I suoi, infatti, non erano solo viaggi di piacere ma soprattutto gite culturali. Amava molto anche il mare, passione che condivideva con il marito, nonostante avesse i piedi ben piantati in terra. Virna Pieralisi era una donna realista e pragmatica, una che non aveva paura di sporcarsi le mani e prendere le redini della situazione.

Virna Lisi, attrice: una delle donne più belle e capaci mai apparse sullo schermo

Virna Lisi, in arte, debutta come attrice, in virtù di una bellezza decisamente fuori dal comune. Siamo nella Roma degli anni 50, quando il padre Dario diventa amico del cantante e attore Giacomo Rondinella, il quale, folgorato dalla bella presenza della ragazza, decide di presentarla al produttore cinematografico Antonio Ferrigno. Ferrigno, colpito a sua volta dalla giovane ragazza, la mise sotto contratto a quindici anni, nonostante l’iniziale contrarietà della famiglia dell’attrice. 

Virna comincia così a muovere i primi passi nel cinema, recitando con ruoli di rilievo in numerosi film. All’inizio della sua carriera la sua bellezza si rivela però un’arma a doppio taglio: non veniva presa troppo sul serio come attrice ma, grazie alla sua determinazione e all’amore del pubblico, riuscì ad imporsi come professionista a tutto tondo e non solo per il suo aspetto.

Amava molto il lavoro d’attrice e il suo momento preferito in scena, era quello in cui sentiva il rumore della macchina da presa che si avviava. Appena smettevano di filmarla non le interessava di altro, essendo il set cinematografico il suo habitat naturale. Solo l’estate interrompeva ogni lavorazione, considerando il periodo sacro e da dedicare unicamente alla famiglia. Virna era già conosciuta nelle tv italiane e nei cinema francesi quando arrivò la sua grande occasione. Fu una delle poche attrici a sfondare subito ad Hollywood, recitando accanto a Jack Lemmon in Come uccidere vostra moglie. Il film di hollywood cambiò la sua vita, ma Virna si rese presto conto che la popolarità raggiunta aveva un prezzo troppo alto. L’attrice non poteva uscire a fare la spesa, doveva segnalare i suoi movimenti ai produttori, partecipare a eventi mondani e feste promozionali, adeguandosi alle imposizioni dello Star System. Tutte queste regole erano per lei dei lacci insopportabili. Più di ogni altra cosa le riusciva inconcepibile l’idea di doversi separare dal marito. Per lei non c’era Oscar che teneva al suo desiderio di veder crescere il figlio Corrado in Italia. Contrariamente alle aspettative, l’addio a hollywood non comportò la fine della sua promettente carriera. Virna, premiata dal pubblico per la sua coerenza, asciuttezza e verità, lavorò ancora in diverse produzioni importanti. Nonostante fosse ormai una diva internazionale,  non ebbe mai atteggiamenti divistici, anzi il suo sistematico rifiuto di ogni forma di compromesso artistico, la sua risolutezza nel non accettare ruoli per soldi, ma solo in base a un reale feeling con il regista e il personaggio, ne fece a tutti gli effetti una delle attrici più amate da diverse generazioni.

Il suo messaggio positivo, quello di essere sempre sé stessi, si espresse anche nella sua accettazione dei ritmi e dei cicli della vita. Non ha mai cercato di sfidare il tempo, assecondando il suo passaggio con allegria, senza ricorrere a ritocchi o chirurgia estetica per mantenere la sua freschezza. Quello che voleva nella sua vita era la verità, a causa della quale ha scelto 

d’interpretare sempre e solo ruoli adatti alla sua età. Nonostante questo, mentre molte attrici subivano la spietata legge del cinema, per la quale dopo i 35 anni si è già da dimenticare, quello di Virna Lisi fu un nome bankable, utile per chiudere una produzione, fino alla fine dei suoi giorni.

Ancora una volta il segreto di questo successo si deve alla sua integrità. Virna era una donna che ha fatto tutta da sola. Negli anni fulgidi del cinema italiano, tutte le attrici avevano un produttore alle spalle, mentre lei era stata scelta dal pubblico.

Nell’ultima parte della sua carriera era molto materna, carina con i giovani registi e autori: incoraggiante. Si preoccupava per il suo team di lavoro e per le loro famiglie. La sua morte, avvenuta per malattia durante le riprese di una fiction alla quale stava lavorando, ci restituisce l’immagine di una professionista instancabile, inesauribile e indimenticabile.

Virna, moglie, madre, nonna, amica: impossibile non amarla

Semplicemente Virna, per i suoi cari, la donna si rivela una diva anche del focolare. 

Grande amante della casa, che per lei era un rifugio. La curava personalmente in ogni dettaglio, dirigendo i lavori. Negli affetti, più che in ogni altro settore della sua vita, Virna si mostra autentica e genuina, diretta e schietta. Il padre le diceva “Virnù conta fino a dieci prima di parlare”, ma lei non ha mai temuto di esporsi. Nel suo spazio intimo e privato era una donna molto riservata e selettiva nella scelta delle amicizie, perché dava grande valore ai sentimenti.

Virna incontra quello che sarà il suo compagno di vita, l’architetto Franco Pesci, in teatro, dove recitava. L’uomo rimane estasiato dalla straordinaria energia della donna, inondandola di rose. Inizia così un corteggiamento vecchio stile, perché il padre di Virna, non gli permetteva di uscire da sola con Franco. Mandava i fratelli ai loro primi appuntamenti per tenerli d’occhio. Alla fine l’amore la spunta e i due si sposano a Roma, in un bagno di folla e con i fotografi arrampicati ovunque. Virna resterà fedele e vicina all’uomo prescelto fino alla fine, accompagnandolo anche nei momenti più bui e sacrificando, quando necessario, la sua carriera al suo amore. La sua dedizione è ricordata con immensa commozione da amici e familiari per i quali Virna è sempre stata esemplare, un modello importante con cui confrontarsi, per via dello spessore umano. 

Con suo marito, avrebbe voluto avere molti figli, ma le difficoltà sono dietro l’angolo. Ebbe infatti due aborti molto sofferti. La sua tenacia e il suo forte carattere la inducono a non mollare e finalmente riesce a rimanere incinta. Completa la gravidanza, ma solo a patto di non muoversi dal letto per tutta la sua durata. Una delle sfide più provanti della sua vita. Riesce quindi a dare i natali ad un unico figlio, la luce dei suoi occhi e il suo più grande amore. Tuttavia sogna sempre una famiglia allargata, desiderio che realizza diventando poi nonna di tre nipoti. Una nonna presente, che i nipoti adoravano. La mattina, prima di andare a scuola, i ragazzi scendevano sempre a salutare i nonni, abitando nello stesso stabile. La famiglia di Virna ha vissuto con normalità la popolarità della nonna, con umiltà, senza sentirsi privilegiata in alcun modo. Il solo vero onore è stato quello di poter amare da vicino una donna unica e sicuramente irripetibile.

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